Parigi

Vista dal fiume Parigi è una visione mozzafiato. Nessuna città Europea ruota intorno al suo fiume come Parigi, le cui distanze vengono misurate relativamente alla Senna, e che si divide in due zone distinte, la riva destra e la riva sinistra, la famosa rive Gauche, a sud. Queste due aree sono talmente ben definite da avere quasi dei confini ufficiali. Parigi è divisa anche dal punto di vista storico: la parte orientale è legata alle antiche origini della città, quella occidentale al XIX e XX secolo. Quasi tutti gli edifici di una certa importanza sorgono lungo le rive della Senna o nelle immediate vicinanze.
La Parigi di oggi è un crogiolo di razze. Le strade dalle parti di Montmartre sono piene di negozi che ricordano gli empori di Dakar, con il meglio della sartoria africana: tende, cuscini... Se invece preferite il lontano oriente, andate nel XIII arrondissement, metrò Porte De Choisy: qui è pieno di ristoranti cinesi, vietnamiti, cambogiani, thailandesi. E nei negozi potete rifornirvi di spezie, frutta secca, anatre laccate, tè e tisane d'ogni tipo, compresa quella ai fiori di leone. In tempi recenti è esplosa la mania dell'India, quindi un po' ovunque sono spuntati ristoranti, negozi di sari, altri specializzati in prodotti alimentari (dal curry alla marmellata di lime, ai semi di finocchio glassati) e altri ancora che vendono musica e film di Bollywood, il più delle volte onestamente taroccati. Il viaggio intorno al mondo non finisce qui: si può andare nella Russia degli zar, a Cuba, in Cile, in Brasile, nel Magreb. Fumare il narghilé e bere tè alla menta seduti su un pouf di un café egiziano è un must. Ma sono ben rappresentati anche paesi meno esotici come l'Olanda, la Svezia, il Belgio. Sugli Champs Elysées, sotto la Torre Eiffel e sulla scalinata che porta al Sacré-Coeur la lingua più parlata è l'italiano. Perché noi siamo turisti pragmatici: prima vogliamo vedere tutte le attrazioni classiche e poi, se rimane un po' di tempo, lo dedichiamo al resto. Il problema è che le attrazioni classiche sono così numerose (si può non andare al Louvre, al Museo Picasso, fare una passeggiata a Saint Germain de Prés, ammirare Nôtre Dame?), che alla fine non rimane quasi mai tempo per altro, con il rischio di portarsi dietro il ricordo di una Parigi da cartolina.
Ecco allora un consiglio per avere un "assaggio" della Parigi più amata dai parigini doc: 4, 10, 11. Che non sono numeri da giocare al lotto, ma i numeri degli arrondissements ("quartieri") emergenti. Regalatevi una passeggiata nelle stradine del Marais (4°), dove quasi ogni giorno nascono nuovi negozi, gallerie e locali, ma nel rispetto della tradizione.